Ho appena terminato un romanzo molto carino e molto autunnale: uno di quelli che ti fanno venire voglia di vivere dentro le pagine. Non è la prima volta che mi succede, e ho notato qualcosa: i libri che mi accolgono così hanno sempre in comune tre ingredienti — leggerezza, femminilità e una qualche storia d’amore non troppo melodrammatica.
E qui arriva il paradosso. Io, lettrice accanita di legal thriller e trucidi gialli, che negli anni ha divorato Stephen King, Chuck Palahniuk e i classici gotici senza mai stancarsi… eppure, quando immagino in quale storia vorrei vivere, il leone impavido dentro di me viene sempre messo a tacere dal coniglietto che sussurra: “Ti va una tazza di tè da bere sotto il plaid?”
In questo romanzo, che sembra già un anticipo d’autunno, mi ritrovo immersa – per l’appunto – in un’atmosfera alla Una mamma per amica: un paesino che ricorda il New England, il bar che serve cappuccini speziati, le zucche esposte a ottobre, le foglie gialle che cadono sul viale.

Non è la prima volta che succede: anche i romanzi di Sophie Kinsella mi hanno sempre regalato la stessa confortante sensazione. Ambientazioni frizzanti ma amichevoli, protagonisti improbabili come Becky, una leggerezza così contagiosa da trasformare lo shopping in un’avventura esilarante.
E forse la chiave è proprio questa: la ricerca della leggerezza.
Cos’è davvero la leggerezza?
Non va certo confusa con la superficialità. La leggerezza, come la intendo io, è un’arte sottile: ti fa sorridere delle piccole cose, dona grande valore a piccoli, frivoli dettagli, ti regala atmosfere accoglienti e, sotto sotto, ti offre un ancoraggio affidabile nei momenti più difficili.
Viviamo in tempi disordinati: informazione continua, violenza raccontata minuto per minuto, fragilità adolescenziali, social che dettano mode pericolose, lavori che consumano energie e danno poco in cambio. In tutto questo caos, la mente cerca istintivamente un rifugio. E spesso lo trova in ciò che è semplice: un romanzo che, forse non resterà nella storia ma si rivela confortante, una serie tv rassicurante, un ambiente domestico caldo, un amico con cui prendersi poco sul serio.
La leggerezza non è fuga: è un ancoraggio interiore. Una tazza di caffè, una passeggiata tra le foglie cadute, una chiacchiera gentile: gesti minuscoli che ci rimettono al mondo. L’autunno richiama, per me, proprio queste sensazioni, che stridono un po’ con l’euforia urlata e abbagliante dell’estate che non appartiene a tutti.

Allora, quali piccoli gesti quotidiani di leggerezza?
- Comincia la giornata con una coccola: un tè, una canzone che ami, qualche respiro profondo. Cinque minuti di tempo per apprezzare il panorama dalla tua finestra, qualunque esso sia.
- Trova il tuo “romanzo-coperta”: non importa il genere, ma che ti scaldi e ti accolga.
- Stacca dal rumore: concediti dieci minuti senza notifiche, senza cronaca, senza fretta.
- Difendi uno spazio di frivolezza: un nuovo accessorio per la tua casa, una nuova ricetta, un film leggero che mette buon umore.
- Conserva il tuo “spazio” (personale, domestico, mentale) così come tu lo senti e lo vivi.
- Coltiva: una piantina, un albero, una passione tutta tua, la serenità.
- Osserva l’inutile e il frivolo: sono ossigeno per l’umore.
Una scelta coraggiosa
Molti sognano vite fatte di sfide e avventure mozzafiato. Ma forse, oggi, il vero coraggio è proprio scegliere la leggerezza: proteggere spazi di serenità, sorrisi lievi e atmosfere rassicuranti. Non come fuga, ma come atto di cura verso se stessi.
L’adrenalina ci serve, certo. Ma è la leggerezza che rende la vita vivibile. È la scelta consapevole di respirare, di rallentare, di trovare rifugio nei dettagli che ci fanno sentire a casa.
Se ti stai chiedendo quale libro ha ispirato questa riflessione autunnale… si tratta di Amori e segreti al Pumpkin Spice Café di Laurie Gilmore. Perfetto per questo settembre che sa già di foglie dorate e tazze calde (lo trovi su Amazon, incluso con abbonamento Prime).
Ho anche intercettato un articolo molto carino di qualche tempo fa che coglie benissimo la rinnovata attrazione per le atmosfere autunnali. Puoi leggerlo qui!
“Pensavo alla natura, ai colori, alle cose belle, alle luci dei tramonti d’estate e delle sere prima di Natale, ai grandi viali alberati, all’odore dell’erba e mi sentivo scoppiare di felicità.”
Marina Ripa di Meana






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