Non me ne voglia Dostoevskij ma più della bellezza a salvare il mondo, al giorno d’oggi, probabilmente sarà una tazza di tè, o di caffè. E se non dovesse salvare il mondo, di sicuro ci aiuta a tirare avanti nel nostro quotidiano.

“Vuoi che partiamo subito per la nostra avventura”, domandò Peter Pan, “o preferisci prendere il tè?”. “Prima il tè”, rispose Wendy.
(James Matthew Barrie, “Peter Pan”)
Da quando ho memoria, una tazza di tè bollente preparato ad hoc, in una bella tazza, mi ha sempre regalato un’immediata sensazione di serenità e conforto. Gli effluvi provenienti dalla tazza, il calore della bevanda, il sapore oltre che il profumo rappresentano un attimo di reale sostegno, se gustati in solitudine, una forma di meditazione a tutti gli effetti.
D’altro canto, il caffè è forse il mio migliore amico, una specie di presenza costante, anche se non sempre realmente necessaria o perfetta, che rappresenta una scansione familiare e confortevole di alcuni momenti della giornata (da qui, ça va sans dire, il nome di questo blog).
Caffè e Tè Antichi Compagni di Viaggio
Ringrazia Dio per il tè, cosa farebbe il mondo senza? Come potrebbe esistere senza? Sono molto felice di non essere nato prima della scoperta del tè.
(Sir Philip Sidney)
Tè e caffè sono parte, da millenni, delle tradizioni del genere umano e un motivo ci deve pur essere. Il rituale di consumare una tazza di queste bevande, infatti, pur evolvendosi nel tempo, permane tutt’oggi come appiglio di comfort, sostegno e serenità, nonché come importante occasione sociale o scenografia sul palcoscenico delle nostre relazioni.
Entrambe le bevande sono oggetto di antichissime tradizioni in tutto il mondo fatte di rituali, situazioni predefinite, compagnia o solitudine, oggetti per la preparazione, abitudini tramandate da cultura a cultura, di epoca in epoca.
Se state obiettando che in questo elenco di bevande necessarie alla sopravvivenza manca l’alcol, sappiate che vi capisco e sono dei vostri ma qui l’intenzione è differente, quindi parleremo del nostro amore per lo Spritz in un’altra occasione.
Il Comfort dell’Attimo
Tazza di tè o di caffè: perché confortano tanto? Per gli inglesi il tè cura ogni male e, sinceramente, credo di essere stata inglese anche io in una vita precedente, e forse anche francese (ma non so in che ordine temporale).
Sta di fatto che nei momenti confusi o di disagio il mio antidoto, da sempre, è la mia tazza di Earl Grey al bergamotto della Twinings, bollente, con una fetta di limone e senza zucchero. Perfetto.
Il caffè, invece, non deve mai mancare prima di uscire al mattino, prima di cominciare a lavorare, dopo il pranzo. Un po’ come certe medicine o integratori; non sai se servano davvero ma non prenderle ti lascia quel senso di irrisolto e incertezza che preferiamo evitare.
L’Effetto Rassicurante di una Tazza di Tè o Caffè su Mente e Corpo.
Sedersi alla finestra con una tazza di the o tisana.
Lasciare la vita in infusione.
Dare al tempo la possibilità di declinare le sue infinite sfumature.
(Fabrizio Caramagna)
Una giornata incasinata, la mente stanca, tanti pensieri che girano, una giornata di pioggia che ci ha preso alla sprovvista. Poi, l’acqua scaldata al punto giusto, la bustina che affonda nella tazza per permettere alle foglie di infondersi. O il borbottio della Moka, che arriva un istante prima che si diffonda in cucina quell’inconfondibile aroma così familiare e così domestico.
Un immediato aroma si sprigiona; così intenso che arriva subito al cervello, alla mente e all’anima che ne traggono un incredibile immediato beneficio, costretti contemporaneamente a mettere in pausa, anche solo per un attimo, il flusso dei pensieri concentrando l’attenzione sul vapore, sul profumo e sul colore della bevanda che ci fissa dalla tazza. Non è, forse, questa una forma di meditazione?
Tè e Caffè: una Presenza Fissa in Romanzi e Racconti
La letteratura, d’altro canto, non perde occasione per introdurre la presenza di una tazza di tè o caffè all’interno delle narrazioni – da Lewis Carrol, a Haruki Murakami, passando per Jane Austen – come occasione di socializzazione, o attimo di pausa e assoluto conforto per il protagonista di turno.
Sono sempre rimasta colpita dal numero di tazze di tè che Becky Bloomwood, insuperabile protagonista della saga letteraria della bravissima Sophie Kinsella, “I love shopping”, riesce a bere in ogni momento di difficoltà tra una disavventura e un’altra (tutte da ridere, tra l’altro, se non avete mai letto “I love shopping” vi consiglio caldamente di recuperarlo) e dal potere terapeutico che richiama.
Bevo un sorso di tè e chiudo gli occhi. “Oh, Dio, che buono. Che buono”. Resto in silenzio per qualche istante, e lascio che il vapore mi scaldi il viso. Sento che mi sto rilassando. Bevo qualche altro sorso, poi riapro gli occhi. “In America non sono proprio capaci di fare il tè. Sono andata in un locale dove mi hanno dato una tazza piena di acqua calda e un filtro. E la tazza era trasparente!”
(Sophie Kinsella, “I love shopping a New York”)
Certo, per gli inglesi, si sa, il tè è qualcosa di quasi sacro e nei romanzi degli autori britannici si tratta di una presenza quasi inevitabile, un po’ come le lattine di Coca Cola nei gialli americani, dove l’investigatore di solito butta giù un numero indefinito di compresse varie con una lattina di bevanda gassata… Meno poetico, sicuramente.
Tantissime, innumerevoli, le citazioni che rimandano al tè, ma anche al caffè, e che rappresentano momenti di pausa o di riflessione del protagonista di turno. Non mancano, inoltre, le storie totalmente incentrate sull’assunzione di una di queste bevande: il primo che mi viene in mente, perché letto di recente, è “Finché il caffè è caldo” dell’autore giapponese Toshikazu Kawaguchi.
Dal Passato al Presente: Come Tè e Caffè Ci Accompagnano da Secoli in tutto il Mondo

Tè e caffè hanno un’antichissima e affascinante storia che accompagna l’umanità da secoli. Nel tempo, le due bevande hanno assunto in paesi diversi, differenti ruoli e fanno parte di differenti abitudini di consumo e socialità.
Origini e Diffusione del Caffè
Nonostante l’immagine stereotipata degli italiani come grandi bevitori di caffè, sono in realtà i paesi scandinavi ad avere il consumo pro capite più alto, seguiti dagli Stati Uniti, il Canada, Paesi Bassi, Belgio, Giappone e Corea del Sud. Questa bevanda, originaria dell’Etiopia, si è diffusa nelle culture circostanti e poi in tutto il mondo, diventando parte fondamentale della vita quotidiana in molte regioni.
In Europa, il caffè ha preso piede nel 17° secolo, con Venezia e Amsterdam come centri principali di diffusione. Da allora, il caffè si è diffuso globalmente, assumendo significati culturali unici in diverse società, ma rimanendo un pilastro della vita quotidiana e della socialità per milioni di persone in tutto il mondo.
La Millenaria Tradizione del Tè
Non so voi ma se penso alla tradizione del tè nella storia mi vengono subito in mente l’Inghilterra e la Cina.
Il rito del tè nella lontana Cina
La tradizione millenaria del tè in Cina non si limita alla sua preparazione e consumo, ma incorpora filosofia, spiritualità e cerimonia. Le diverse cerimonie legate al tè riflettono questa profonda radicazione culturale e vengono praticate in occasioni speciali, come feste e incontri importanti, per accogliere gli ospiti e dimostrare rispetto. La Cina offre una vasta gamma di tè, tra cui il tè verde, bianco, nero, oolong e Pu-erh, ognuno con caratteristiche uniche di gusto, aroma e benefici medicinali.
L’ora del tè in Inghilterra
L’Inghilterra ha una lunga storia con il tè, che risale ai contatti commerciali con la Cina nel XVII secolo. Inizialmente riservato all’aristocrazia e alla classe mercantile, il tè divenne un simbolo di status sociale elevato, contribuendo alla formazione dell’identità britannica nel corso dei secoli.
Il famoso Afternoon Tea emerse poi come tradizione distintiva, rappresentando convivialità ed eleganza con tè, panini e dolci nel tardo pomeriggio, un momento per socializzare e godere dell’altrui compagnia.
Il commercio del tè con la Cina, gestito da società come la East India Company, ebbe un impatto significativo sull’economia britannica, influenzando anche la lingua, la letteratura e la politica del paese.
Oggi, il tè rimane una bevanda amata e centrale nella vita sociale e culturale britannica, apprezzato per la sua versatilità in molte situazioni, consolidando il suo status di bevanda nazionale.
Gli inglesi hanno un cordone ombelicale che non è stato mai tagliato, attraverso cui scorre un flusso continuo di tè. È curioso osservarli in occasione di improvvisi eventi tragici, orribili, o catastrofici. Il cuore sembra arrestarsi, tutte le membra paiono paralizzate, finché qualcuno non prepara velocemente “una buona tazza di tè”, che non manca di produrre in breve tempo il suo effetto benefico e rinfrancante. È un vero peccato che non tutte le nazioni siano altrettanto consapevoli del potere del tè. Le conferenze sulla pace mondiale si svolgerebbero in modo molto più tranquillo se al momento opportuno fosse fatta circolare tra i partecipanti “una buona tazza di tè” o, meglio ancora, tutto un samovar.
(Marlene Dietrich)
Nel resto del mondo

Ci sono diversi paesi in cui il rituale del tè ha una rilevanza sociale e culturale significativa oltre alla Cina e all’Inghilterra, ognuno con le proprie tradizioni, pratiche e significati simbolici.
In Giappone, ad esempio, il tè ha una storia e una cultura ricche almeno quanto quelle cinesi. La cerimonia del tè giapponese è una pratica fortemente ritualizzata che si concentra su estetica, spiritualità e rispetto.
In India, il tè è una bevanda molto popolare e il rituale del tè ha una rilevanza sociale notevole, con un ruolo importante nelle occasioni sociali e nelle relazioni interpersonali. In Marocco, il tè alla menta è una bevanda nazionale; la preparazione e il servizio del tè alla menta sono considerati un gesto di ospitalità e cortesia. Il tè viene versato da una certa altezza nella tazza per creare schiuma, e viene servito in piccole tazze con zucchero.
Anche in Russia, il tè ha una lunga storia e tradizione, è spesso consumato molto forte e viene accompagnato da zucchero, marmellata, limone e altre prelibatezze. Il samovar, un dispositivo tradizionale per riscaldare l’acqua per il tè, è un elemento iconico della cultura russa. In Turchia, il tè è una bevanda popolare e viene spesso servito in piccole tazze a forma di tulipano, accompagnato da zucchero o dolci turchi come il baklava.
Il Tè Oggi Come Medicina e Rituale di Benessere

Il tè contiene (annacquata) la sapienza dell’Oriente, il caffè l’efficienza dell’Occidente. E quindi chi beve il tè si prende una pausa mentre chi beve il caffè ha bisogno di una pausa.
(Elite Daily)
Il tè, oltre a essere delizioso, offre numerosi benefici per la salute grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, stimolando la memoria e riducendo il rischio di malattie cardiache. Terza bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua e il caffè, è considerato un elisir di salute in molte culture.
Ottenuto dalle foglie della pianta Camellia sinensis, presenta varietà come il tè nero, verde, oolong e bianco, ognuna con i propri vantaggi. Studi hanno confermato i benefici del tè sulla memoria, la salute muscolare e la prevenzione di malattie cardiache e carie.
Una tazza di tè può essere sorseggiata in solitudine, contribuendo così a creare un momento di riflessione e relax, o condivisa in compagnia, diventando un momento di benessere collettivo e condivisione. Nell’ambiente lavorativo, condividere una tazza di tè tra colleghi può diventare un gesto di cura reciproca e conforto. Infine, è l’unica compagnia accettabile per chi desidera immergersi in un buon libro, offrendo un’esperienza di pace e riflessione.
Il Caffè come Abitudine Sociale e Routine Motivante

Attualmente, questo sembra essere il bisogno essenziale del cuore umano in quasi ogni grande crisi: una tazza di buon caffè caldo.
(Alexander King)
Anche il caffè, consumato con moderazione, offre benefici per la salute, migliorando le funzioni cognitive e riducendo il rischio di alcune malattie croniche. A settimane alterne, uno studio sulle proprietà del caffè contraddice il precedente ma è, ormai, chiaro che il caffè possiede proprietà benefiche quando consumato con cognizione.
Il caffè è ricco di antiossidanti che proteggono le cellule dallo stress ossidativo e potrebbero ridurre il rischio di malattie neurodegenerative e del fegato. È associato anche a un minor rischio di malattie croniche come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Il caffè è parte della nostra socialità e produttività, spesso considerato essenziale per affrontare la giornata o fare una pausa riflessiva. Offrirlo, condividerlo o pianificare incontri intorno ad esso sono gesti simbolici che esprimono il desiderio di connessione e condivisione.
Il caffè è anche associato a gesti di gentilezza, come il famoso “caffè sospeso”, un modo per mostrare solidarietà verso chi è meno fortunato e non può permettersi molto, offrendogli la possibilità di gustare una buona tazza di caffè, indipendentemente dalle difficoltà che sta attraversando.

Ma vi siete mai chiesti cos’è il caffè? Il caffè è una scusa. Una scusa per dire ad un amico che gli vuoi bene.
(Luciano De Crescenzo)
Infine, il caffè ha un legame stretto con la cultura letteraria, spesso accompagnando momenti di lettura e televisione, creando così un connubio tra stimolazione mentale e piacere sensoriale.
Conclusioni
“Caffè, tè, me?“. La citazione è ovviamente dal film “Una donna in carriera” del 1988 e mi viene sempre in mente quando mi capita di offrire a un ospite o a un collega qualcosa da bere. Condividere un tè o un caffè è, a tutti gli effetti, una delle più tradizionali forme di socializzazione (non serali, certo, dove in genere si passa all’aperitivo).
Tè e caffè non sono solo bevande, quindi, ma veri e propri alleati del nostro quotidiano. Ci offrono conforto, serenità e momenti preziosi di condivisione e riflessione.
Queste semplici bevande ci invitano a rallentare, a respirare profondamente e a goderci il momento presente. Che sia una tazza di tè al mattino o un espresso dopo pranzo, prendersi del tempo per godersi una bevanda calda è più di un semplice piacere: è un atto di cura e di amore verso noi stessi.






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