Ah, che bello fare i regali. Come dite? È una rottura di palle? Ma no!!!
Spesso rendiamo tutto più difficile di quanto sia in realtà. In teoria, quando si parla di regali dovrebbe trattarsi di qualcosa di divertente: un compleanno, una laurea, una festa in generale oppure un’occasione per ringraziare qualcuno per qualcosa.
E se farli sembra qualcosa di faticoso, ultimamente pare che anche riceverli con gentilezza sia per qualcuno una fatica immane. Addirittura, facciamo fatica a ringraziare. Ed ecco, per me qui non ci siamo proprio. Vediamo perché.

L’essere umano si scambia regali dall’alba dei tempi
C’è un articolo molto carino su Focus che tratta l’argomento. Trovate il link a fine testo.
Riassumendo, pare che l’usanza del dono abbia radici antichissime, risalenti anche ai nostri antenati preistorici che scambiavano oggetti rudimentali come souvenir. Con l’avanzare delle società agricole e l’allevamento, la pratica del dono è diventata simbolo tangibile delle differenze di classe.
Nel mondo antico, come nell’Antico Egitto, i regali avevano significati sacrali e accompagnavano anche i defunti nella loro vita ultraterrena. Nelle antiche civiltà greche e romane, i regali erano comuni durante matrimoni e altre occasioni sociali. Già allora, tra l’altro, c’erano idee ben precise sui regali per genere: gli oggetti “durevoli” come armi e manufatti metallici erano riservati agli uomini, mentre per le donne si preferivano stoffe, tessuti, gioielli e unguenti.
Durante il Medioevo, la tradizione del dono si consolida grazie ai regali offerti dai sovrani ai nobili e viceversa, come segno di rispetto e alleanza. Questo periodo ha anche visto la nascita delle fiere e dei mercati, dove i doni venivano scambiati tra commercianti e cittadini.
Nel Rinascimento, i regali diventano un’importante forma di espressione artistica e culturale, con manufatti e opere d’arte scambiati tra aristocratici e cortigiani per dimostrare il proprio status e il proprio gusto raffinato.
Con l’avvento dell’era moderna e l’industrializzazione, la tradizione del regalo ha assunto nuove forme e significati. I regali sono diventati sempre più commercializzati e accessibili, con la nascita dei grandi magazzini e dei centri commerciali (che hanno trasformato le festività in occasioni di shopping), l’espansione del mercato di massa e l’invenzione di milioni di nuovi prodotti.
Scambiarsi un regalo oggi dovrebbe essere un gesto di gentilezza o affetto
Nel mondo contemporaneo, la tradizione del regalo continua a essere un’importante forma di espressione sociale e affettiva. Le persone si scambiano regali per celebrare occasioni speciali come compleanni, anniversari, matrimoni e festività religiose. Con un regalo posso esprimere la mia gratitudine, il mio affetto o la mia ammirazione per qualcuno o, banalmente, rendere tangibile un pensiero rivolto a qualcuno.
Vista la sua storia millenaria, lo scambio dei regali può essere considerato una vera e propria forma di connessione e un collante per rafforzare i legami tra le persone; non una cosa da poco, quindi.
Vale la pena, quindi, dedicare qualche minuto alla scelta di un regalo quando se ne presenta l’occasione, ricordandoci che il regalo stesso è la rappresentazione concreta di una qualche forma di amore (in senso ampio).
Scegliere il regalo giusto senza troppi grattacapi
Per cominciare: perché è così difficile fare un regalo? Quando facciamo un regalo, il più delle volte, è per celebrare una ricorrenza o una persona cara.
È anche vero che certe ricorrenze lasciano il tempo che trovano (vogliamo parlare di San Valentino o di quella che ancora molti si ostinano a chiamare la Festa della Donna?) e le persone care possono non essere poi così care (quest’anno ci tocca trovare un regalo di Natale per la cugina di terzo grado di tuo marito?) ma resta il fatto che se ci siamo presi l’impegno di comprare un regalo, l’attività in sé dovrebbe essere comunque un’attività divertente.
Si, avete capito bene, divertente: stiamo scegliendo qualcosa per qualcuno con l’intento di farlo felice. Se permettete, ci sono disgrazie peggiori.
La scelta del regalo giusto a volte non è semplice ma il più delle volte sono la fretta, la mancanza di entusiasmo o la paura di sbagliare a metterci i bastoni fra le ruote.
Selezionare il regalo perfetto per ogni occasione e destinatario
Quindi, come si sceglie senza tanta fatica un regalo ben fatto?
In realtà non serve svuotare il portafoglio per fare il regalo giusto. Per prima cosa, non è il budget a fare la differenza ma l’idea. Se poi possiamo regalare mazzette di contanti e lingotti d’oro a tutti, per carità, ben venga.

Quello che conta, però, è che il regalo sia fatto con un criterio fondamentale: dev’essere pensato per chi lo riceve.
Tra l’altro se non conosciamo benissimo la persona a cui lo stiamo facendo una spesa importante potrebbe mettere a disagio chi lo riceve.
- Personalmente, quello che mi rende facile pensare a un regalo per chiunque è l’attenzione che dedichiamo nel quotidiano a quella persona. Cosa dice, cosa fa, cosa gli o le piace?
Indizi ce ne sono sempre, tutti noi manifestiamo pareri, condividiamo esperienze, passioni o desideri. Se teniamo le orecchie aperte e non soffriamo di vuoti di memoria, non sarà difficile trovare idee regalo adeguate, che sia un’idea regalo per la Festa del Papà o un regalo per un battesimo o un compleanno.
Curiosità, ricerca e fantasia fanno il resto: siamo bombardati di pubblicità e inseguiti dai cookies di mezzo mondo… Almeno facciamo in modo che tutte queste proposte che ci capitano sott’occhio abbiano una loro utilità, anche solo come ispirazione. - Partite con un po’ di anticipo: mi è capitato di rinunciare a un’idea carina perché non avrei fatto in tempo a ricevere la spedizione.
- In ultimo, non dimentichiamo che le cose di valore, quelle utili, hanno sempre una marcia in più. Un prodotto di profumeria utile, un libro, un prodotto gastronomico di un certo territorio – magari preso durante un viaggio – un’occasione per il tempo libero o un’esperienza, un buono regalo: non vinceremo l’Oscar per l’originalità ma in una società dove abbiamo davvero tutto, riempire le case di gadget e oggetti originali ma inutili è ancora una buona idea?
Le mie regole d’oro salva-stress
A prescindere da tutto, comunque, c’è una regola che funziona sempre, per me. Un pensiero universale che condivido al mille per cento. Ed è il seguente.
Io mi impegno al massimo nel fare il regalo, dopodiché se non piace… amen. Succede.
Sembra banale, ma spesso ci facciamo troppi problemi. Lo scambio di un regalo è pur sempre un’attività che coinvolge due soggetti: chi dona e chi riceve. E ognuno ha un suo ruolo da giocare.
Inoltre, e sto per dire un’eresia, ricordiamoci sempre: fare un regalo non è un obbligo ma, piuttosto, un’opportunità per mettere un sorriso sul volto di qualcuno.
Non ci va di farlo? Non facciamolo, se le circostanze non lo rendono obbligatorio. Se a Natale non vogliamo ricambiare gli ottocento pensierini arrivati da colleghi, amiche della palestra e genitori dei compagni di scuola perché detestiamo il Natale o non possiamo permettercelo… possiamo anche non farlo! E viva la trasparenza.
La collega che ci parla dietro le spalle tutto l’anno, e che ci sta proprio sullo stomaco, per il nostro compleanno ci fa un regalo? Ringraziamo e non ricambiamo. E viva l’onestà intellettuale.
La gentilezza nel ricevere

Di recente una mia amica mi ha raccontato questo episodio tragicomico: una sua conoscente ha preso dalle sue mani il regalo a lei destinato, lo ha scartato e ha dichiarato candidamente che le faceva “cagare” (scusate la citazione testuale).
Ecco, ne vogliamo parlare? La mamma non ti ha insegnato che si dice grazie? Che si fa buon viso a cattivo gioco, in determinate circostanze?
L’unico caso in cui siamo autorizzati a manifestare aperta insoddisfazione è se il regalo è stato fatto di proposito per infastidire o perculare. Ok, in questo caso una frecciatina alla vipera davanti a noi è concessa, ma siamo sinceri: quante volte può mai capitare?
Importanza di accogliere i regali con gratitudine e cortesia.
Diciamo che è una regola incontestabile di buon senso: se sei educato non sbagli mai. Mica male, no?
Ora, saper stare al mondo significa anche aver imparato (dopo i tre anni) a ringraziare con un bel sorriso chiunque si sia disturbato a dedicare anche solo dieci minuti della sua esistenza a scegliere un regalo per noi.
Reagendo senza filtri, manifestando il nostro malcontento, sicuramente metteremo a disagio l’altra persona, che potrebbe anche rimanerci molto male…
Una volta mia madre ha aperto un regalo scelto dalla famiglia con molta attenzione e sulla faccia aveva scritto a chiare lettere “mi fa schifo”. So che non è un gran problema ma io ero una ragazzina, avevo partecipato alla scelta e ancora me lo ricordo.
Quindi, scartiamo il regalo con l’animo predisposto alla soddisfazione e ringraziamo caramente chi ce lo ha fatto, senza metterlo in difficoltà con reazioni freddine o palesemente insoddisfatte, rammentando che anche noi, qualche volta, avremo fatto dei regali che qualcuno ha considerato orrendi. Alla fine, risulteremo educati, eleganti e saremo tutti più soddisfatti.
Poi, certo, esistono sempre le situazioni eccezionali… Siete vegani e il vostro partner vi regalo un libro sui cento modi di cucinare la carne di vitello? In questo caso sale un po’ di irritazione, lo so, ma molto probabilmente il malcapitato partner ha semplicemente scelto con superficialità. Contiamo fino a dieci e magari facciamogli leggere questo articolo un paio di volte l’anno, prima delle occasioni importanti!
Conclusioni
Fare, o ricevere, un regalo è una tradizione tanto antica quanto sottovalutata, almeno al giorno d’oggi.
La scelta di un oggetto, o comunque di un presente per qualcuno, implica attenzione per quella persona e, al giorno d’oggi, ricevere attenzione non dovrebbe essere mai qualcosa da sottovalutare.
Così com’è importante mettere cura e impegno nella scelta di un regalo adeguato, è altrettanto importante riceverlo dando all’occasione sociale (più che al regalo in sé) il giusto valore, anche quando l’oggetto che ci è stato destinato non incontra il nostro gusto.
Ricordiamoci di ringraziare con tutto il cuore chiunque abbia dedicato anche solo qualche minuto del suo tempo a scegliere un regalo per noi. Alla fine, non si tratta solo di ciò che ricevete, ma dell’amore e dell’attenzione insiti nel gesto.
Siete del mio stesso avviso? Come vi comportate quando fate e quando ricevete doni? Condividete nei commenti.
Leggi l’origine dello scambio dei regali su Focus QUI






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