“Ho fatto tutto con le migliori intenzioni”. Ops… è capitato anche a noi di affermarlo a gran voce dopo un epic fail relazionale? Può essere, capita a tutti di avere una certa intenzione ma di agire, poi, in maniera tale da vanificare, se non sovvertire, l’intento iniziale agli occhi degli altri.

Little Fires Everywhere locandina - la serie su Amazon Prime Video
Little Fires Everywhere – la serie su Amazon Prime Video

Ho fatto tutto con le migliori intenzioni” è l’incipit del trailer ufficiale ma anche la frase chiave della miniserie drammatica Little Fires Everywhere (in Italia “Tanti Piccoli Fuochi”)basata sull’omonimo romanzo di Celeste Ng.

Otto puntate di fraintendimenti, esasperazioni e comportamenti disfunzionali, disponibile su Amazon Prime Video.

Poiché questo blog si occupa, in modi diversi, delle relazioni interpersonali e delle situazioni che si presentano nel nostro quotidiano, non potevo non recensirla, anche perché a me è piaciuta molto e, a breve, conto di leggere anche il romanzo.

Sintetizzando molto, “Little Fires Everywhere” narra della complessità delle relazioni umane, forzate e non, e delle identità individuali che si barcamenano tra questioni di razza, classe sociale e maternità.

Trama (no spoiler!)

Fine anni ’90. Shaker Heights è una comunità di bravi e benintenzionati cittadini, democratici e benestanti che amano che il prato delle loro case non superi i 15 centimetri.

Reese Witherspoon è Elena Richardson, una giornalista part-time sposata con un avvocato (Joshua Jackson, il Pacey di Dawson’s Creek) e madre di quattro figli viziatelli, particolarmente impegnata a difendere apparenze e ruoli sociali nonché a organizzare feste.

Per dimostrarsi di ampie e progressiste vedute, affitta un appartamento all’artista afroamericana Mia Warren (Kerry Washington), squattrinata e sempre in viaggio con la figlia adolescente Pearl, e incoraggia il figlio minore Moody a fare conoscenza con quest’ultima.

Poiché le due donne e i rispettivi stili di vita non potrebbero essere più diverse di così ma si ostinano a intrattenere una sorta di conoscenza reciproca che coinvolge famiglie e amicizie, la fiamma non può che divampare, danneggiando irrimediabilmente tutti.

La serie è stata creata da Liz Tigelaar e ha debuttato su Hulu nel 2020. La sigla, che mi ha ricordato molto quella di “The Good Fight”, è drammatica e coinvolgente, ed è stata realizzata dal compositore inglese Mark Isham.

Little Fires Everywhere ha ricevuto recensioni generalmente positive dalla critica e dal pubblico, con una menzione speciale per le performance dei protagonisti. Fra i produttori figurano anche le protagoniste Kerry Washington e Reese Witherspoon.

Perché è una serie da vedere

Ho deciso di guardare la serie, senza averne mai sentito parlare, più che altro perché fra i protagonisti figuravano Kerry Washington, che ho apprezzato in “Scandal”, e Reese Witherspoon. Il conflitto fra i due mondi, e la strana attrazione/repulsione, che le due provano fin da subito l’una per l’altra, hanno fatto il resto.

Così, sono qui a consigliarvi di vederla perché nelle sue otto puntate affronta tanti temi su cui vale la pena riflettere e le conseguenze delle azioni dei diversi personaggi sono un ottimo spunto di analisi delle dinamiche familiari e amicali.

Le sfumature di grigio

Non ci sono buoni e cattivi; non possiamo appiccicare etichette chiaramente definite e nessun personaggio. Chi è ben intenzionato è anche carnefice, chi è vittima è anche aggressore, chi ama, non ama poi tanto. Ed è esattamente così che succede nella vita reale.

Personalmente, mi piacciono le sfumature di grigio, aiutano a empatizzare, a scandagliare, a comprendere senza giudicare troppo e ci ricordano che nessuno di noi è dipinto di un solo colore.

L’erba del vicino

L’attrazione che ciascuno ha verso il mondo opposto al proprio rappresenta perfettamente quello che nella realtà sperimentiamo tutti.

Ed è così che le figlie delle rispettive protagoniste, ciascuna alla ricerca del riconoscimento e dell’accettazione della propria identità, si ritrovano inevitabilmente attratte dalla madre dell’altra, che offre ciò che non ritrovano nella propria vita.

Chi fugge cerca stabilità, chi è stabile sin dalla nascita cerca di spezzare le catene imposte da ceto sociale e comunità. E il privilegio attira tutti. Le cose belle, sono belle. La ricchezza, il benessere ma anche le buone maniere, l’eleganza, la cultura sono perseguiti e bramati, anche se in modo differente, da tutti.

L’egoismo (in)sano

Nessuno agisce davvero per il bene di qualcun altro, a ben vedere, ma esclusivamente per il proprio.

La maternità fa smuovere mari e monti in questa storia ma il risultato disastroso di tante dichiarate buone intenzioni è spesso il frutto della loro celata disonestà.

La maternità dura e cruda

La rappresentazione della maternità, sempre presente in questo scontro tra due madri, è quanto di più realistico. Se qualcuno la considera esasperata, è perché forse non si è mai trovato nella condizione di sentirsi sopraffare dall’impegno fisico e mentale e dalle responsabilità che comportano i figli.

Le pressioni sociali legate alla genitorialità e le aspettative della società nei confronti dei genitori, con le diverse definizioni di ciò che significa essere una buona madre o un buon padre permeano parte della narrazione con crudo realismo.

A un certo punto, in uno dei tanti flash back, Elena perde il controllo per non riuscire a tenere dietro alla quarta figlia neonata, urlante e non desiderata, mente tenta di recuperare le proprie aspettative su carriera ed esistenza. La scena mi ha colpito molto. In effetti, è così che ci si sente ogni tanto, lo dico da madre.

Guarda la serie su Prime

In conclusione

Little Fires Everywhere scandaglia con cura le difficili dinamiche familiari e delle relazioni interpersonali tra persone con background sociali e ideologici differenti. Affronta temi universali legati alla famiglia e all’identità, alla razza, alla classe sociale e alla maternità con occhio crudo e attento.

La serie porta a riflettere sul rapporto tra figli adolescenti e aspettative dei genitori, sulle diversità (insormontabili?) tra persone costrette a convivenze forzate e a compromessi più o meno produttivi nel nome delle apparenze, sulla facilità con cui una frase o una parola buttata lì al momento sbagliato (o a quello giusto) possono innescare conseguenze tutto sommato evitabili.

Hai visto Little Fires Everywhere? Hai suggerimenti su altre serie di questo genere? Condividi nei commenti!

“Il vero odio è un sentimento che si impara con il tempo.”

Carlos Ruiz Zafón

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