Siamo davvero sicuri di provare sensi di colpa o stiamo solo cercando un alibi perfetto? Chi di noi non ha mai sentito l’amica o il collega dire: “Non sono andato in palestra, mi sento in colpa” o “Quando vado via senza i bambini, mi assale il senso di colpa”?

A volte, ho la sensazione che questi presunti sensi di colpa siano più un modo per giustificare le nostre azioni che una sincera angoscia interiore.
Intendiamoci, il vero senso di colpa è un’emozione seria, legata a quando commettiamo errori reali, diamo giudizi sbagliati, o quando, per dirla fuori dai denti, calpestiamo una grande cacca e dobbiamo fare i conti con le conseguenze. Addirittura il senso di colpa può assumere forme che sfociano nel patologico e qui non si scherza.
Inoltre, se utilizzato in maniera costruttiva per migliorare è assolutamente ben accetto; ma in questo caso difficilmente è dichiarato a gran voce…
L’Abuso del Senso di Colpa
Ciò che irrita davvero, secondo me, è l’abuso del senso di colpa, dichiarato pubblicamente come un modo per continuare indisturbati in comportamenti che potrebbero essere considerati scorretti. In sostanza, sembra che ci si dichiari tormentati dai sensi di colpa solo per poter proseguire nelle azioni che stiamo compiendo.
Per quella che è la mi esperienza ci sono tre grandi “abusi” della dichiarazione di senso di colpa che si riassumono così:
- abbiamo fatto quel che volevamo fare con convinzione ma per evitare il giudizio altrui ci si dichiara sopraffatti dai sensi di colpa;
- non siamo convinti di quello che abbiamo fatto, o stiamo facendo, per cui nel momento stesso in cui agiamo ci sentiamo in parte colpevoli;
- infine, abbiamo commesso un errore.
A Cosa Serve il Senso di Colpa?
In teoria, il senso di colpa dovrebbe inibire comportamenti immorali e promuovere una condotta etica. È utile quando viene utilizzato in modo costruttivo per riflettere sul proprio comportamento e correggerlo. Tuttavia, spesso si verifica un abuso della dichiarazione di colpa.
“Il senso di colpa è un dolore malato, il dispiacere è un dolore sano.”
Osvaldo Poli, psicologo psicoterapeuta
Quando il Senso di Colpa è Abusato
Se decidiamo consapevolmente di non andare in palestra o di mangiare quella pizza in più, perché dovremmo pensare che la società ci vuole colpevoli di qualcosa? Se abbiamo preso una decisione razionale, perché dichiarare colpa? Mi pare più onesto intellettualmente camminare a testa alta, portando a passeggio con eleganza la consapevolezza delle nostre azioni e la convinzione di agire come crediamo, indipendentemente dall’opinione degli altri.
Se invece quello che abbiamo fatto non ci convince e il sentimento di colpa che proviamo ci induce a un’autentica riflessione sul nostro comportamento, allora è ben utilizzato, a mio avviso, se, però, in seguito si adotta un’azione correttiva. Certamente, non è saggio perseverare in un comportamento che non ci convince senza modificarlo, ma crogiolandosi nei sensi di colpa.
Se, infine, il nostro comportamento ha causato equivoci o situazioni spiacevoli, l’unica soluzione è ammettere l’errore. Non c’è nulla di male: persino l’infallibile Fonzie in un episodio di Happy Days riesce, con un po’ di fatica, a pronunciare la frase “mi sono sbagliato”. Il senso di colpa in caso di errore è più che comprensibile ma anche in questo caso sarà più utile un lavoro su se stessi per evitare di commetterne di nuovi.
Concludendo
O rispettiamo le nostre decisioni e camminiamo a testa alta senza dichiarare colpa, o riflettiamo sinceramente sulle nostre azioni e, se necessario, le modifichiamo. Se abbiamo commesso un errore, ammettiamolo e impegniamoci a non ripeterlo anziché crogiolarci nei sensi di colpa.
In sintesi, armiamoci di onestà intellettuale e riserviamo le proclamazioni di senso di colpa alle situazioni in cui è davvero un sentimento autentico, utilizzandolo come un’opportunità di crescita reale anziché come un alibi.





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