Lo so, non è un inizio particolarmente entusiasmante o ispirato ma tant’è… Ultimamente penso tanto al fatto che vorrei davvero fare qualcosa di più del mio monotono lavoro di impiegata e la creazione di contenuti, la scrittura e la condivisione di opinioni e pensieri sono sicuramente fra le cose che più mi appartengono.

Senza contare le “recensioni positive” che ho tante volte ricevuto sulla mia capacità di utilizzare la parola giusta al momento giusto. Ma la domanda è: passione e predisposizione sono sufficienti? Mentre scrivo già mi rispondo… no.

Servono tempo, impegno, forza di volontà, ispirazione e voglia di osservare tutto quello che mi circonda, utilizzando il mio benedetto spirito critico che fa spesso capolino, a sorpresa, durante la giornata al lavoro o in famiglia, ma che puntualmente si prende una pausa di riflessione quando provo a chiedergli di collaborare a un progetto più strutturato.

Sicuramente sia io che lui dobbiamo allenarci un po’, dopotutto una volta archiviati definitivamente i vari mantra “se vuoi puoi”, “tutto è possibile”, “basta volerlo”, eccetera, resta solo la consapevolezza che senza sforzo, disciplina e una buona dose di tazze di tè e caffè non si costruisce niente.

Donna che scrive un blog con tazza di caffè lungo

Ma poi il dubbio mi assale. E se non fossi capace di fare niente di particolare? Se non avessi niente da dire di interessante o di sensato? E poi, ma a chi dovrebbe interessare quello che penso, quello che scrivo?

La verità è che tutti i giorni vedo sui social o in televisione, gente che, ammettiamolo, blatera a caso di cose totalmente prive di un qualche spessore, spesso anche in maniera fastidiosa, ma inspiegabilmente circondata da centinaia di migliaia di persone interessatissime a ogni parola.

Intendiamoci, non è questa la sede per una digressione sui cambiamenti socioculturali e sulle nuove forme di comunicazione e non sono certo i tele-opinionisti o le influencer di Tik Tok le figure a cui desidero ispirarmi ma è innegabile che siano lo specchio di un certo cambiamento avvenuto negli ultimi decenni rispetto a quello che può essere considerato “pubblicamente interessante” e chissà che anche io non riesca con queste mie riflessioni a catturare l’interesse di due o tre persone che potrebbero ritrovarsi in queste parole.

Insomma, può essere che fra qualche settimana io sia ancora qui, oppure no, non importa. Mal che vada potrò dire di aver tentato.

“In genere, il destino si apposta dietro l’angolo come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo.”

Cit. Carlos Ruiz Zafón, 2001,“L’ombra del vento”

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